diario del viaggio australe del roccolino più amato di tutta via san francesco

mercoledì 11 marzo 2009

Lungo il mekong

Sabato 7 marzo

Dopo la totale assenza di gibbons nel gibbon park e con l'aria di chi ha mancato qualcosa, decidiamo di scappare da huoaxay il prima possibile; ci avventuriamo così in 14 ore di autobus alla volta di luang prabang, scartando l'idea dei 2 giorni di barca lungo il mekong (credo che me ne pentiro' a lungo). Arriviamo nel cuore del laos, nel goiello protetto dall'unesco, alle 9 di sera e, stanchi morti dal viaggio, prendiamo la prima stanza che troviamo. Finalmente, dopo ormai 5 giorni, dormo una notte di tranquillita', ciò nonostante la prima cosa la mattina e' cercare una stanza vera; non siamo un granché come backpackers, abbiamo bisogno di un minimo di comfort.

Scopriamo presto che i ns sospetti erano fondati, il Laos e' più Caro della thailandia; e anche se rispetto all'europa i prezzi sono ridicoli si vedono cmq le finanze scomparire più in fretta. Ci troviamo una guest house modesta che non ci metta a dormire in uno scantinato, e per 130.000 khip al giorno (13€) abbiamo anche il caffè laotiano illimitato.

Prima di pranzo abbiamo fatto il giro dell'intera cittá e incontrato tutti quelli che erano sull'autobus con noi, alcuni più di una volta.
Facciamo due calcoli sui tempi e decidiamo che 5 giorni siano più che sufficienti per tutto, compriamo così un biglietto aereo per Hanoi per sabato (l'alternativa erano 20 ore di bus fino al confine e poi chissa' quanto), spendiamo una follia ma non abbiamo scelta.

Martedi mattina affittiamo una moto, questa volta sono più Fortunato e riesco a prendere una honda xr250 abbastanza recente; Steve non guida da anni quindi decidiamo si fare qualche lezione di guida prima che noleggi la sua; a ora di pranzo, con i serbatoi pieni (1€ al litro), partiamo direzione sud per delle cascate meravigliose. il giro in moto non e' male e le vasche che si formano sotto le cascate sono stupende, ci facciamo un bagno e ripartiamo con calma verso le 4. Il ns piano era di proseguire guidando nella direzione opposta, ripassare la cittá e andare a dormire in un camp per elefanti, ma l'xr non e' dalla ns parte.

In prossimita' della cittá, buchiamo la ruota dietro, un'ora persa e un kilo di soldi buttati, una volta ripartiti facciano pochi km prima che l'impianto elettrico si spenga di botto; nessun indicatore, no avviamento e, una volta accesa a spinta sulla ghiaia, luci con l'intensita di un cerino; tutto questo in mezzo ad una giungla che sta diventando buia.

Optiamo per non seguire il mai molar triestino e ritorniamo al noleggio. Il giorno seguente, con la moto riparata ripartiamo per lo stesso giro e scopriamo che il camp e' piuttosto brutto e, a meno che non li abbiamo nascosti bene, cosa generalmente difficile da insegnare, di elefanti c'è n'erano ben pochi.

Continuiamo a guidare su strade deserte seguendo il percorso del mekong, finiamo sia in villaggi senza corrente elettrica sia in resort di lusso; in ogni caso tutto si muove molto lentamente.
Giovedì facciamo un corso di cucina laotiana, la maniera in cui e' realizzato non e' divertente come quello thai, ma il posto in cui siamo e i piatti preparati sono squisiti. Passiamo il resto del pomeriggio a leggere in terrazza; siamo ritornati a temperature proibitive e qualunque attivita' pomeridiana e' da escludere. Venerdì sveglia alle 5 per andare ad assistere alla processione mattutina dei monaci, senza pronunciare parola alcuni aprono il loro cesto e i fedeli(?) vi infilano del cibo; quello sara' il loro unico pasto per la giornata.

Colazione con Nivi e Steve e giro dei templi, poi nel pomeriggio io in terrazza ed Annie a fare l'ultimo dei massaggi laotiani, mi stavo dimenticando di questa esperienza incredibile di cui abbiamo approfittato gia' 2 volte in 4 giorni.
La sera li incontriamo di nuovo, e purtroppo per l'ultima volta, Nivi e Steve noi offriamo l'aperitivo e loro la cena; e' il compleanno di Nivi e ci porta in un ristorante lao top, recensito benissimo e che sembra veramente fuori luogo in questa cittá; una cena incredibile. Piatti semplici ma perfetti con dei sapori pazzeschi, la miglior cena da un pezzo.

Il Laos e' un paese comunista, e si vede.
La vita che percepisco qui e' ben diversa da quella thai, qui la gente non sorride alla stessa maniera e, per quanto difficile, sono ancora più lenti nel fare qualunque cosa. Una curiosita' che ho notato e' il totale disinteresse per il tempo, non ci sono orologi e alla domanda che ora e'? Non ne hanno idea.

Altra cosa che rende la thailandia preferibile, da un punto di vista turistico, e' la totale assenza di concorrenza; tutti vendono gli stessi 5 prodotti allo stesso identico prezzo, divertente all'inizio ma terribilmente frustrante dopo qualche giorno, nessuna forma di attivita' imprenditoriale e solamente bugie per catturare il turista sprovveduto e stanco.

Cmq una volta accettata questa maniera di vivere (se e' possibile accettarla) qui si vive molto facilmente, ti chiederanno sempre il triplo del normale perché sei bianco, ma il triplo e' comunque pochissimo...

Oggi, sabato, passiamo la mattina ciondolando su e giù per la strada principale, spendiamo una fortuna (4€) per un pranzo cattivo, il primo pasto scadente da quando siamo qui, e con molta calma ci avventuriamo all'aereoporto; e' solamente al check in che scopriamo di aver bisogno di un visto prima di entrare in Vietnam, in genere abbiamo sempre fatto tutto sul confine, ma qui e' diverso. Neanche a dirlo non se ne parla fino a lunedi, e con le 24 ore per il rilascio significa che siamo bloccati qui fino a martedi. Il tassista all'aereoporto ha rischiato grosso di vedermi esplodere quando ci ha chiesto uma rapina per pochi km. Ma questo e' il Laos, e bisogna accettarlo così com'è, se lo si puo fare...


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giovedì 5 marzo 2009

Welcome to the jungle

1 marzo

Huoey xay, o qualcosa su questo genere, non e' esattamente la cittá in cui ci si vorrebbe trovare. E' composta da un tratto di strada intorno al punto dove c'è il confine; e' costellata da guest houses e ristorantini medio brutti, ciò nonostante e' piena di backpackers. La mattina del 26, dopo la seconda notte di sveglia alle 4 per via di galli e monaci, ci presentiamo alla sede del gibbon experience, il nostro gruppo (8 persone) viene imbarcato su una jeep, 4 dentro e altri 4 in cassone dietro, e cosi sistemati partiamo. Il tragitto dalla cittá, se così ai può chiamare, al parco dura due ore, Durante le quali maledico chi ha costruito il cassone, ovviamente mica eravamo dentro noi... Arriviamo verso le 11 all'ultimo villaggio prima della giungla, li finisce la strada guidabile e, zaini in spalla, partiamo per questa avventura ignota. Gibbon experience e' un progetto di turismo eco-solidale realizzato dai locali su progetto occidentale, per farla semplice: i francesi hanno suggerito il progetto e curato tutti gli aspetti organizzativi, i laotiani lo hanno realizzato e lo gestiscono, i soldi rimangono nel paese e servono a creare delle nuove figure lavorative: i rangers.

Eravamo rimasti alle 11, partiamo a piedi e dopo meno di 5 minuti siamo tra gli alberi, la temperatura e' perfetta e camminiamo abbastanza in fretta, un panino per pranzo e verso le 2 siamo a meta'strada dove facciamo una pausa di riposo e ci vengono date le imbragature: un imbrago da roccia (non so il nome tecnico) con agganciata una slitta e un cavo di sicurezza. Da lì, dopo le solite foto ridicole per il nuovo abbigliamento, ripartiamo destinazione case sugli alberi. Non passa molto prima di testare il funzionamento di slitta e imbrago, era ovvio infatti che la montagna non potesse salire per sempre, e così giunti in cima finalmente abbiamo una visione più chiara della nostra giungla.

Un alternarsi di picchi e valli più o meno infinito con la nebbia pesante che fa da contrasto al cielo azzurro, uno spettacolo incredibile; ovviamente non e' pensabile andare su e giù per le montagne, quindi hanno passato dei grossi cavi d'acciaio da una montagna all'altra e la gente scorre appesa a questi imbraghi ad una velocità pazzesca su altezze che facilmente raggiungono i 150 metri. Un esperienza che toglie abbastanza il fiato, la prima volta ho avuto seriamente paura. Cmq dopo un paio di corse sui cavi raggiungiamo finalmente la casa, una struttura tonda costruita su di un albero, a 30 metri da terra, ovviamente raggiungibile solamente con i cavi.

La vista e' incredibile in tutte le direzioni, e siamo veramente nella casa sugli alberi che tutti almeno una volta hanno sognato di costruire... La nostra guida a questo punto ci abbandona e va a cucinare la cena, noi esausti ci riprendiamo dalla scarpinata. Io parto per un paio di giri esplorativi della montagna (e per farmi quante più corse possibili sui cavi) poi verso le 5 torno sull'albero che la cena e' pronta. Ovviamente non c'e corrente (acqua potabile si però) e con il sole che tramonta alle 6.30 la cena dev'essere attorno alle 5, noi cmq, morti di stanchezza, siamo tutti a letto alle 7.

A parte noi 4 ci sono 3 tedeschi, padre simpatico con 2 figli molto poco socievoli e un'australiana simpatica che si chiama annie; ovviamente la adottiamo peccato che non si riesca a trovare una sintonia con i crucchi, non sembravano molto interessati. La mattina siamo in piedi alle 6, la notte di dormire se ne è parlato ben poco: tra caldo per via della rete antizanzare e i rumori del bosco, avro' dormito forse 3 ore; cmq la nostra guida ci porta in spedizione alle 6.30 per vedere se troviamo qualche animale curioso: niente da fare, 1 ora e mezza di scarpinata a vuoto; si torna per colazione e poi via di nuovo.

Riprendiamo tutta la ns roba e ci spostiamo nuovamente; a pranzo ci si ferma vicino una cascata di cui approfittiamo per un bagno e incontriamo l'altro gruppo di 8 con il quale stiamo scambiando casa, noi li mettiamo in guardia sul nido di vespe che c'è in bagno e loro ci avvertono dei topi che scorazzano la notte...
Seconda casa più semplice della prima e anche un po' più bassa ma con vista aperta su una vallata col fiume in mezzo, incredibile.

A nanna alle 7, con buio ormai pesto, tempo 10 minuti si sentono i primi litigi topeschi ma dopo il primo morto nella trappola si calmano un po'; non sara' una notte semplice nemmeno questa. Nota da ricordare: la Annie australiana non e' troppo felice di dormire con nessuno dei tedeschi quindi organizziamo un grande letto per tre e io dormo con 2 Annie!

La mattina del terzo giorno solita sveglia all'alba e colazione alla cascata, durante tutta la permanenza abbiamo mangiato colazione pranzo e cena alla stessa maniera: un enorme cesto di riso bianco e diversi pentolini di gustosissime verdure scottate, tutto veramente delizioso ma la mattina non si sposano molto bene con il caffè, specialmente con il caffè laotiano. Fatta colazione ci incanminiamo per la marcia conclusiva che ci riporta al campo base, questa volta dopo una lunga salita e una lunghissima discesa nella giungla affrontiamo una pianura dove si suda molto di più e dove si incontrano oltre ai fiumi e gli alberi di banane anche qualche campicello di papaveri da oppio nascosto qua e la... Siamo alla base verso le 11.30 e torneremo a huoxay (circa) verso le 3, gibbon incontrati: 0, ma che esperienza!


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sabato 28 febbraio 2009

Good bye Thailand

25 febbraio

Lasciare Bangkok non e' stato molto difficile, il traffico completamente bloccato della mattina ci ha quasi fatto perdere il treno ma con una leggera corsetta ce l'abbiamo fatta.10 minuti dopo la partenza scopriamo che i nostri biglietti non sono per stare seduti e un controllore ci ordina di alzarci, lo mando a quel paese ma mi alzo; dirlo prima no?

In 2 ore siamo ad Ayuttaya dove, appena fuori la stazione, noleggiamo un rinchio-motorinchio e partiamo per questi famosi templi antichi. Rovine a parte in questa cittá, che sembra più un paesetto, non c'e' nulla; ci rapinano sul pranzo (pro e contro del mangiare in locali veri) e dopo un po' i templi cominciano a sembrare tutti uguali; l'umidita in asia e' pazzesca e ci si stanca molto prima. Alle 6 rendiamo il rinchio e passiamo le 3 ore rimanenti in un locale con 2 francesi, uno dei quali e' un 30enne insegnante di chimica...

Prendiamo il treno che si presenta comodo con un'ora di ritardo e partiamo alla volta di Chiang Mai. Il treno notturno e' un'altra mia prima volta; data l'ora ci trasformano i sedili in letti appena entriamo non lasciandoci così grandi opzioni sul da farsi, io prendo il letto sopra ma tengo compagnia ad Annie per i 3 minuti che la separano dal coma profondo, poi chiudo le mie tendine e mi metto a leggere per un po'. I treni in asia non sono fatti considerando la mia altezza come media e va a finite che passo più tempo sveglio che altro.

Chang Mai e' un'altra storia rispetto a Bangkok, lo sento già dal primo momento, tutto si muove più lentamente, l'aria e' respirabile e, almeno mattina e sera, la temperatura e' vivibile. Dopo una decina di guest houses ci prendiamo una stanza subito fuori le mura della cittá storica, questa e' quella che e' considerata la vera capitale della thailandia da molti e il gioiello del nord da tutti gli altri.

La cittá in sè e' bella, questo non e' un paese che colpisce per la sua architettura ma non ci si può lamentare, la vita come visto da subito e' tutta un'altra cosa, tutti molto più simpatici e meno oppressivi nel farti salire sul loro taxi o vendetti un vestito. La vita qui e' veramente easy. Il primo giorno lo passiamo a zonzo per la cittá' tutto all'interno delle mura per apprezzare un paio di templi antichi e orientarci un po', io sono mezzo cadavere quindi ci concediamo un thai massage e a letto per le 10.

26 febbraio

Secondo giorno corso di cucina, dalle 9.30 alle 15 cuciniamo 6 piatti ciascuno, inclusa una gita al mercato per vedere tutte le verdure, le spezie e la frutta.
Mi cucino finalmente il pad thai come va fatto, degli involtini primavera più leggeri di quelli cinesi, un curry rosso, un manzo al curry, una zuppa al coconut milk e banane fritte; alle 16 quando ce ne andiamo sono agonizzante da quanto ho mangiato... La sera solito thai massage e giretto al mercato ma senza bere cmq si torna a casa presto.

27 febbraio

Terzo giorno noleggio scooter e gita al tempio del buddah d'oro (che scoperta sono quasi tutti d'oro), dato che il tempio e' in cima ad una montagna decidiamo di scendere dall'altro versante attraversando così una piantagione di caffè, il governo thai per combattere le coltivazioni d'oppio ha finanziato grandi piantagioni più legali. Un buon caffè con una vista spettacolare ci preparano per una discesa d'arrembaggio.

Così con il veicolo più sbagliato della storia affrontiamo la montagna; per fare circa 5km ci impieghiamo 1 ora e mezza ma alla fine, dopo aver passato dei paesaggi eccezionali, arriviamo ad un lago dove ci danno da mangiare dell'ottimo pesce in una sorta di zattera con il tetto.

La sera incontriamo Nivi e Steve che sono appena arrivati, i nostri viaggi continuano ad incrociarsi, andiamo a cena sul fiume e poi a fare un giro al mercato.
La Domenica mattina decidiamo di partire verso le 11, andiamo a fare colazione presto e decido di ricaricare il mio skype per fare in po' di telefonate: estraendo il portafoglio per pagare mi accorgo della mancanza della carta di credito, mi servono pochi secondi per ricostruire l'accaduto, ieri al mercato ho ritirato soldi all'atm ma non ho aspettato la carta e l'ho lasciata li, il non bere mi sembra che faccia più danni che altro, la mia corsa allo sportello e' inutile, l'atm e' fuori servizio e i commessi del market non parlano in inglese, il mio thai si limita a tre parole e non sono quelle che mi potrebbero aiutare.

Con un certo numero di telefonate scopro che la carta, se qualcuno non l'ha presa dopo di me, e' stata ritirata dalli sportello che si e' automaticamente bloccato e per motivi di sicurezza non può essere riconsegnata, in caso sia nello sportello verra' distrutta appena recuperata; chiamo Visa e la faccio annullare immediatamente poi vado alla polizia per i turisti a fare la denuncia e trovo un servizio incredibilmente efficiente, domande sensate e precise e il mio verbale in doppia lingua e' redatto molto più in fretta di uno italiano...

Partiamo con l'autobus delle 2 e per le 4.30 siamo a Chiang Rai (grande originalita' con i nomi...), cittá molto più piccolina nota più per i suoi dintorni che altro; l'albergo che la lonely planet consiglia ci viene detto chiuso e così finiamo in un altro, misero ma con la piscina; il tutto per il prezzo ridicolo di 200 bath a notte (circa 5€).

28 febbraio

Il giorno seguente ci noleggiamo una moto e partiamo all'avventura, un bel giro che ci prende tutta la giornata, capisco perché consiglino di prendere una moto, la vacanza cambia completamente... Corriamo lungo la linea che segna il confine con il Myanmar, noto anche come Burma o per quei 5 o 6 che hanno un'ottima idea della geografia Birmania;
militari che sorvegliano il confine ci dicono di andare tranquilli ma di non fermarci o scattare alcuna foto, molesto. Tutto bellissimo a parte il museo dell'oppio che e' chiuso di lunedi, ne sentivano parlare sin da phi phi. Passaggio al golden triangle punto d'incontro di 3 confini e poi indietro. Da Chiang Rai ci muoviamo il 24 direzione Laos, 2 ore e mezza per 70km in un bus probabilmente costruito a mano dai paesani, poi gitarella in barca per passare il fiume ed eccoci a sborsare sti 40€ di visto per 2 settimane, il Laos non comincia con il piede giusto.

Il paesetto dove passiamo la notte aspettando Nivi e Steve non e' altro che una strada, scegliamo la guest house meno peggio e dopo una cena alle 6.30 siamo a letto alle 9, la cittá e' deserta da un pezzo. Questo posto impronunciabile e' una tappa fissa perché da qui si parte sia per il Gibbon's che per il fiume. Ci svegliamo con i galli alle 4.30 e non chiudiamo più occhio. Alle 9 cambiamo guest house e andiamo in quella di fronte. Giornata più o meno inutile, c'è la ridiano tra noi perché non c'è altro da fare in attesa del giorno dopo; domani Gibbon experience!


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martedì 24 febbraio 2009

Golden Triangle



Io sono in Thailandia, di fronte ho una striscia di Birmania e sullo sfondo, oltre il secondo fiume c'è il Laos...

martedì 17 febbraio 2009

Una citta' confusa

Bangkok. Siamo qui da 3 giorni e devo dire che non sono esattamente soddisfatto; uno dei vantaggi del viaggiare impreprati (e disorganizzati) e' che non si ha la benche' minima idea di cosa aspettarsi, a volte va bene altre meno, in ogni caso sono esperienze.
Da dove cominciare? L'ultimo post pubblicato era a Prachuap Khirikan, paesetto di pescatori che, a parte la prima sera in cui ci hanno mezzo rapinato coi taxi e con l'albergo, si e' rivelato piacevole e rilassante. La mattina dopo ci siamo spostati verso il centro grazie al passaggio offertoci per 100 bath da una vecchietta con il suo motorino, poi abbiamo preso una stanza per meno della meta' della precedente e noleggiato un motorino nostro; da li in poi vita nuova, via noi a scorazzare in lungo e in largo tra mercati, templi e porticcioli; finiamo a pranzare con una signora che stava cucinando dei pesci non per venderli ma per i suoi (credo) colleghi, o cmq per qualcun altro, in ogni caso non ha voluto soldi e anche se non c'era nessuna comprensione tra le nostre lingue tutti sembravano contenti di averci lì.

Serata tranquilla tra altri mercati e a nanna verso le 11.

Il giorno dopo treno alle 10 verso Bangkok, spaventati dall'arrivare con il buio prendiamo l'unico treno dela mattina che pero' e' solo 3a classe e con i ventilatori rotanti gli odori a ora di pranzo erano uno spettacolo; il viaggio e' stato abbastanza insopportabile e soprattutto lunghissimo, arriviamo infatti alle 16.30 solo per trovare una ressa di tassisti urlanti per offrirci un passaggio; armato di stanchezza e insofferenza, chiedendomi come mai dopo che ho rifiutato i 50 davanti a lui un tassista continui ad offrirmi la stessa cosa, riesco a liberarmi degli abusivi e trovare un taxi vero. Saliamo a bordo e un tedesco ci chiede se si puo' unire alla corsa, andiamo nello stesso posto, perfetto!

Arriviamo a Kao San Rd verso le 5, questa e' la zona dei backpackers, e' pieno zeppo di guest house e non ci mettiamo molto a trovare una sistemazione, aria condizionata e tv per 400 bath non c'e' il bagno ne acqua calda ma per quei soldi...
dopo una doccia il mondo torna ad essere a colori e ci buttiamo in mezzo al caos della zona; tra magliette colorate e elefanti a fare lo show in mezzo alla strada le ore passano in fretta, alle 10 esausti siamo a letto.

Una cosa che non abbiamo provato e' il letto, durissimo da non riuscire a dormire oltre le 6.30, quindi la giornata di sabato comincia presto. Tutto il giorno, e dico tutto a camminare, la voglia di vedere la capitale e' tanta e la stanchezza praticamente non si sente, ci facciamo la ns zona (un nome impronunciabile) e chinatown, e in tutto il giorno non vediamo che mercati, negozi di base e templi, dopo un po' la cosa diventa ripetitiva e i tassisti ad ogni angolo non aiutano. Non che mi aspettassi (o volessi) una citta' europea ma qualche stimolo in piu' non guasterebbe, e' come se i thailandesi fossero divisi in due gruppi: quelli che cucinano e vendono cibo (la maggior parte in strada) e quelli che lo mangiano. ogni tanto c'e' qualcuno che lavora ma l'attivita' principale ruota sicuramente intorno al cibo. La lonely planet conferera' questa mia idea...

I templi sono molto strani, costruzioni relativamente semplici, se paragonate ad una ns chiesa, e non particolarmente attraenti per via dell'attivita' frenetica dei monaci: un rito molto importante e' prendersi cura del tempio quindi li riverniciano di continuo e i colori sono talmente sgargianti che stonano nel grigiore del resto della citta', sembra assurdo ma questa e' la mia impressione.

La sera una corsa in albergo per una doccia e poi taxi dall'altra parte della citta' per incontrare Nivi e Steve che sono appena arrivati. Cena e un giro a piedi nel quartiere a luci rosse, un casino allucinante al punto da dover scappare. Poi sul tetto di un albergo ultra lusso per un drink; non abbiamo considerato che il dress code non e' esattamente pantaloncini e maglietta e quindi ci danno dei vestiti piu' "adeguati" peccato che ne abbiamo pochi dele ns taglie e quindi mi danno dei pantaloni taglia 48, ci sto dentro 2 volte. Ottimo mojito al 60 piano e ottima serata come sempre in loro compagnia.

Tornando a casa il tassista ci frega e ci porta in giro per mezza citta' facendoci pagare ben piu' del doppio dell'andata.
Altra notte poco dormita e domenica si riparte, oggi andiamo ad un mercato a nord della citta', uno dei piu' grandi del sud est asiatico, qualcosa di inimmaginabile, vendono di tutto da mobili ad armature e animali, un cucciolo di golden ha rischiato di tornare a casa con me ma un bagliore di lucidita' mi ha fermato, ho avuto la possibilita' ma ho evitato di provare grilli, scarafaggi e vermi fritti, nonostante una signora me li offrisse serena; pomeriggio al fresco nella zona nuova della citta' tra i mille, immensi, centri commerciali.

Oggi giornata dedicata ai templi seri, visitiamo il palazzo reale e i suoi giardini, il Buddha di smeraldo, e il gigantesco Buddha disteso, 46 metri di statua, poi il caldo umido e la stanchezza arretrata ci spaccano le gambe e raggiungiamo Nivi e Steve per un po' di fresco. Alle 5 andiamo all'Oriental hotel per un hight tea, non avevo mai provato nulla del genere, mi sentivo come in un libro di Wilde, con i sandwich e i dolcetti, gli scones con cotted cream e marmellatine raffinate, accompagnate da un the' di selezione, il tutto in un ambiente da film... pazzesco. E' pazzesco anche il conto ma per fortuna siamo ospiti, i posti che stiamo vedendo con Nivi e Steve sono decisamente fuori dal percorso dei backpackers, ma il bello del non programmare nulla e' anche questo...

Strana questa citta', molto sporca e inquinata, con un traffico allucinante e un caldo insopportabile, direi quasi che non mi piaccia se non fosse per i suoi abitanti, i thai sono buonissimi, tassisti a parte (che cmq la peggio cosa che facciano e allungare il tragitto o farti fare una sosta una sosta nel negozio del cugino), sono persone squisite; pur non capendo nulla di quello che diciamo hanno sempre il sorriso, ridono delle facce che facciamo al primo assaggio dei loro piccantissimi piatti ma poi ci regalano le verdure e l'acqua per salvarci il palato; sono contenti di farsi fotografare e si stringono per farti sedere al loro tavolo; insomma gente deliziosa. Mi sfugge esattamente di cosa vivano, sono sul serio tutto il giorno in strada a mangiare, e milioni di loro cucinano le stesse cose a 10 metri l'uno dall'altro ma evidentemente funziona... abbiamo cambiato albergo e oggi dormiremo domani altro giro, altra corsa e speremo ben ah!

Mercoledi gita giornaliera alla citta' di Ayuttaya e poi treno notturno fino a Chang Mai, 40 euro di treno, spero almeno che si dorma molto bene, per 90 potevo avere l'aereo...