Primi momenti di debolezza, doveva succedere prima o poi. In questi ultimi giorni il mio, ma potrei dire il nostro, entusiasmo ha avuto qualche momento di down. Credo che il motivo principale sia il non essere capaci di prendere una decisione; ci ritroviamo a rifare gli stessi discorsi del mese passato e intanto le settimane passano, troppo in fretta.
Non so se posso parlare per entrambi ma è come se ci stessimo perdendo, o meglio è come se mi stessi perdendo in questa nuova vita che è così diversa da quella che conoscevo.
Per fortuna l’energia intorno a me è tanta da compensare la mia incertezza, e questo mi tiene in piedi, ma il rimanere in piedi non basta, non è questo il fine; guardare il tempo che va e ritrovarsi sempre allo stesso punto è triste, magari poteva non esserlo a Trieste dove trovare una scusa per giustificare il non far nulla è lo sport preferito (si si ok, non generalizzo, il mio sport preferito), ma qui, con tutto questo potenziale è deprimente.
Vedo attorno a me persone brillanti che sanno esattamente da dove vengono e dove stanno andando, vedo coetanei che hanno finito di studiare (e di viaggiare) da un pezzo e sono alla guida di una vita che gli appartiene, che volenti o nolenti hanno costruito, non che gli si è formata davanti più per caso che altro.
Non che io non abbia mai visto tutto questo, ma quelli che a casa mi sembrano una rarità da ammirare qui sono la stragrande maggioranza; io adesso mi ritrovo in mezzo a loro e devo confrontarmi con il fatto che tirando le somme, io non ho mai fatto nulla.
Una differenza che mi fa notare grandi cambiamenti è che non mi rapporto con l’altra gente (almeno non così spesso), non c’entra quello che gli altri hanno o non hanno fatto, quello che sanno rispetto a quello che so, non è una gara in cui c’è un primo posto, sto lentamente prendendo coscienza che non sono ne speciale ne superiore, ho studiato poco e di conseguenza so poco, nulla di particolarmente preoccupante ma rendersene conto è un po’ triste…
Questi pensieri, se pur certamente portano un po’ di malinconia e sembrano togliere ancora più certezze sono la base necessaria a ricostruire la mia persona; un mese fa sono riuscito ad inquadrare i miei interessi, lavorando su quei tre punti ho cominciato a trovare le mie più evidenti lacune, da li in poi capire l’origine di queste mancanze non è stato molto difficile. Sono convinto che tutto questo sia un processo costruttivo quindi qualcosa di cui essere felici e ancora una volta sono certo che tutto questo, a Trieste, non sarebbe mai successo.
Finito il mio momento di autoanalisi pubblica qui la vita procede in fretta, come ho detto prima troppo in fretta; praticamente senza che me ne accorgessi sono qui da 5 mesi, ormai usciamo regolarmente con Gillian che sta quasi per proclamarci suoi amici (nonostante non siamo irlandesi), il lavoro è sempre più noioso ma continua a permettermi un tenore di vita più che decoroso, quindi tutto sommato direi che va bene.
Oggi dovevo avere un interview che aspettavo da una settimana ma questa mattina mi hanno chiamato per rimandare l’appuntamento perché il recruiter era malato; ieri ho recuperato l’auto che alla prima uscita ha rotto la pedaliera e ha trascorso il fine settimana in vacanza dal meccanico. Questi dopo avermela resa mi ha tranquillizzato dicendomi che sembra tutto in ordine e che il guasto subito è tra i più comuni su questa macchina.
Il mio corso invece prosegue un po’ a rilento, probabilmente per via del fatto che il mio morale che non è alle stelle avverto di più la stanchezza, e in questi ultimi giorni il divano ha vinto sullo studio.
Devo farmi forza e convincermi che posso fare quello che voglio, sto già facendo quello che voglio solo che ancora non ci credo, penso che questo sarà il mio più grande ostacolo, capacitarmi del fatto che pur non essendo particolarmente speciale posso realizzare quello che voglio, (resta sempre il problema di cosa voglio ma adesso ho degli indizi…).
Saluti e baci da un rokorollo in crescita.
diario del viaggio australe del roccolino più amato di tutta via san francesco
mercoledì 3 settembre 2008
lunedì 25 agosto 2008
dal 1971, il maggiolino!
C’è, il maggiolino c’è!
Siamo andati a prenderlo, l’abbiamo pagato e con un paio di firme sul tavolo della veranda del venditore la macchina era nostra. Perché il vero punto è questo: non ho comprato io una macchina, l’abbiamo comprata noi, assieme, è il nostro primo acquisto e ne sono molto felice.
Passando alla macchina, ci sono parecchi lavoretti da fare, ma sono quasi tutti di carrozzeria o di interni, il motore gira benissimo e da come è pulito, è stato revisionato da poco, fremi e ammortizzatori come ho già detto sono buoni lo sterzo non è invece una meraviglia. Il piano è di cominciare a sistemare le cosette sabato in modo che domenica possiamo portarla in gita in qualche posto non raggiungibile con l’autobus… Appena tornati in città ho messo Annie alla guida, dopo qualche incertezza iniziale ha cominciato a prenderci la mano e dopo nemmeno 10 minuti partiva in salita senza freno a mano, sono sicuro che se la caveranno benissimo assieme… Ero molto fiero del nostro nuovo acquisto, l’ho salutata un po’ riluttante, vorrei solo avere un garage per mettermi subito al lavoro… anche se il primo compito è trovarle un nome, anzi se qualcuno avesse voglia di suggerimenti qui siamo ancora in lavoro.
domenica 24 agosto 2008
un week end tranquillo
Week end passato da persone normali, venerdi dopo una giornata da “record battuti” al lavoro abbiamo trascorso una bella serata a casa con un paio di bottiglie di vino, il pesce curato di Annie (spettacolo come sempre) e il nostro leoncino (Gillian ha i capelli rosso /biondo e quando esce dalla doccia ha l’acconciatura di un leone…). La sera ci ha raggiunto anche Pritika così da arrivare al limite della capienza del nostro soggiorno… siamo sopravissuti anche questa volta, abbiamo rischiato il tracollo ma la casa c'è ancora.
Sabato abbiamo passato la giornata in giro per negozi in cerca di un regalo per il compleanno di Pritika, missione come sempre alquanto difficile in quanto i negozi australiani non sono esattamente come i nostri… finiamo per comprare un cofanetto di olii profumati per l’ambiente, un’idea carina ad un budget accettabile. La sera eravamo a cena in un locale su crown st. per questo compleanno e come avevamo programmato abbiamo fatto i bravi, quindi solo qualche birretta e a casa sobri. Il risveglio di domenica è a base di sms tra Gillian e Annie, si stavano mettendo d’accordo per andare a fare una camminata, l’unico problema è che entrambe pensavano che l’altra non fosse a casa, invece eravamo tutti qui… Appena accordati siamo usciti tutti e tre e siamo andati per una “power-walking” fino a Bronte beach e ritorno, un totale di quasi 2 ore a passo sostenuto, con Annie (little legs) che inseguiva.
Appena tornati a casa, nel mio solito cazzeggio giornaliero su ebay (almeno 5 minuti al giorno non me li si possono negare) mostro ad Annie un’inserzione ed è a quel punto che accade l’inaspettato: Annie si esalta e mi da corda! L’inserzione era per un maggiolino del ‘71 con il tetto tagliato trasformato cabrio… e il bello è il prezzo: pronto all’uso (registrazione inclusa) per 800soldi!!! Appena la vediamo tutti e due ci vediamo in estate senza il tetto in giro per tutto il New South Wales (lo stato in cui ci troviamo) e all’istante scrivo una mail al venditore. Alle 12.45 Pritika viene a prenderci e andiamo tutti e 4 a Bondi per un brunch, poi tappa a casa sua per la torta e l’apertura dei regali (a me sembrava impossibile che abbia aspettato il giorno esatto, io li aprirei nell'istante in cui me li danno), la telefonata del tipo della macchina arriva in tarda mattinata e ci accordiamo per il pomeriggio. Nivi e Steve ci imprestano la loro macchina così io Annie e il leoncino partiamo per la missione maggiolino, neanche a dirlo me ne innamoro a prima vista, conoscendo la macchina vado subito a controllare i punti dove di solito ci sono i problemi maggiori e la trovo sorprendentemente bene, il fondo è buono come i freni e gli ammortizzatori. Il motore prende subito e va molto meglio del mio (1600cc), probabilmente bisognerebbe cambiare lo scarico ma nulla di grave, ovviamente c’è gioco sullo sterzo ma anche questo non è che mi spaventi molto (l’ho già sistemato sulla mia e saprei cosa fare). Dal punto di vista della carrozzeria ci sarebbero parecchie cosette da rivedere ma per 815soldi non ci si può aspettare una macchina da concessionario no? Tutto sommato un amore di maggiolino, la registrazione scade il 25 di settembre, questo significa che fino a quella data la macchina può circolare serenamente, poi per rinnovarla serve una certificazione che costa intorno ai 100soldi (che mi procura il tipo che la vende) con la quale si può rinnovare la registrazione, altri 5-600soldi; questo è l’unico punto su cui devo ancora indagare prima di comprarla, voglio sapere esattamente quanto andremmo a spendere, ma così, a occhio, credo che ce la potremmo permettere…
Adesso siamo a casa, un boccone e via di nuovo fuori in direzione Kings Cross ad un party con Gillian, vedremo come, dove e cosa sarà… sicuramente nulla di “normale”.
Scappo che sono molto di corsa, un bacio a tutti!
Il rokorollo e la sua morosa
PS per Andrea: non so come risponderti non ho la tua mail!
giovedì 21 agosto 2008
che mi serva un nuovo lavoro?
Si si ci sono, anche se ero scomparso sono ancora vivo e ho ancora voglia di comunicare; so che ci sono persone che aspettano questo blog con un po’ più puntualità ma le ultime 2 sono state settimane impegnative…
Guardandola dall’esterno non sembrerebbe che sia cambiato un granché dal mio ultimo post, la mia vita scorre abbastanza lineare, la routine non mi infastidisce affatto e mi sembra di riuscire in tutto quello che mi prefiggo di fare; quindi direi che le cose vanno benissimo.
Negli ultimi 10 giorni però è cominciato un senso di malessere che non mi vuole proprio lasciare, l’influenza che ho passato se n’è andata ma ha lasciato un segno come fosse stata un disagio ben più grave.
Fisicamente sto bene, non ho ne febbre ne alcun altro sintomo influenzale, il problema è che mi sveglio la mattina più stanco di quando sono andato a letto e sento un senso di stanchezza nei muscoli come se avessi appena finito un trasloco. Per cercare di contrastare questa condizione ho smesso di camminare a casa (che sarebbe cmq improponibile), ho cominciato ad andare a letto prima del solito e questo week end ho perfino limitato il numero di drink (inutile dire che ho mezzo rovinato la serata…); nulla, nessun miglioramento, anzi. Oggi siamo al culmine, alle 2 il mio capo mi ha chiesto se volevo il pomeriggio libero perché non mi vedeva niente bene e così inaspettato ma gradito, ecco il tempo che mi mancava per scrivere un po’ il mio blog. Perché di tempo si tratta, malesseri a parte qui sta andando tutto benissimo, sono contento come poche volte e come dicevo prima, mi sembra di riuscire a raggiungere gli obbiettivi che mi fisso, piccole cose, uno alla volta, tanti piccoli pezzi che messi assieme stanno aiutandomi a ricostruire (o a costruire) la persona che non sapevo di essere.
Ho comprato il mio corso, ovviamente ho fatto casino durante l’acquisto e ho finito con l’accreditarlo sul conto italiano, quindi la mia attesa per il giorno di paga è stata completamente inutile; non avevo considerato che comprandolo online bisognava pagarlo con una carta di credito e che quindi la mia carta di debito australiana non andava bene; poi ho provato a trasferire i soldi tra i conti prima di rendermi conto che c’è un motivo se il mio conto bancario è gratuito… non ha proprio tutte le funzioni del mondo (niente bonifico internazionale…).
Cmq, pagamento a parte, l’acquisto si è rivelato molto soddisfacente, certo mi ha fatto strano pagare 450soldi una scatoletta contenente solo 2 dvd e un codice, ma è solo perché siamo abituati a scaricare tutto invece che comprare i programmi, per molta gente immagino che questo sia una cosa normale. Il corso è interamente online, quindi è dipendente da una connessione internet, è diviso in 3 parti, due delle quali necessarie per diventare un certified technician e la terza per un livello superiore; le 3 parti sono a loro volta suddivise in capitoli a se stanti, ben organizzati e ben spiegati; il tutto sembra tosto ma interessante, vedremo con il passare del tempo.
Tornando a me (è il mio blog!), la mia giornata tipo adesso comincia alle 6.45, sveglia, colazione e fuori da casa alle 7.20; ore 8 puntuale sono al lavoro, 30 minuti di pausa intorno alle 2.30 (cerco di saltarla ma mi hanno detto che non si potrebbe), e via tirato fino alle 5/5.45 dipende dalla voglia di far straordinari; poi casa (in teoria camminando con Gillian ma negli ultimi giorni ho evitato), prendo al volo il computer e per le 7 arrivo al Tropicana, un ristorante a 10 minuti da casa che offre la connessione a internet veloce e gratuita, il posto è un po’ caro ma ne vale cmq la pena. Torno a casa per le 8.30 affamato e trovo quella santa della mia morosa che mi prepara ogni giorno da mangiare, poi divano/film/nanna sono una cosa praticamente indistinguibile…
Viene da se, che per mantenere questo ritmo bisogna essere in piena forma, quindi questa stanchezza che ho addosso non ci vuole, poi ovviamente ci sono gli imprevisti e le eccezioni tipo il cinema al martedi e il portare la morosa a cena fuori o per una volta cucinare io per lei, quindi in realtà la giornata tipo è più un traguardo da raggiungere che uno già passato, ma ci sto lavorando…
Al lavoro sto facendo decisamente nuove esperienze, forse non è nulla di nuovo ma lo applico alla nuova vita, cmq sia mi ritrovo ad agitarmi perché i miei colleghi non si applicano abbastanza; ok, l’impiego non richiede una particolare intelligenza, anzi è piuttosto stupido e ripetitivo, quindi (forse per renderlo più stimolante) mi fisso dei traguardi e cerco di dare il massimo per raggiungerli. Se da una parte il raggiungere i miei piccoli obbiettivi mi rallegra, dall’altra mi sento stupido a competere contro gente a cui non interessa nulla di quello che sta facendo; credo di aver bisogno di un nuovo lavoro…
Lunedi ho mandato qualche cv per fare il recruiter, ma la mia totale mancanza di esperienza, correlata da una capacità comunicativa che non va oltre il mediocre e dal bisogno di uno sponsor per rimanere, non mi rende proprio il miglior candidato della storia… io cmq non desisto e continuo qua e la a cercare nuove inserzioni, d’altra parte un’interview l’ho già fatta, perché non potrebbe essercene un’altra?
Adesso chiudo che devo mettermi a studiare, altrimenti l’accesso al corso scade prima che io lo finisca…
I post sul blog sono scomparsi come mai? Tante persone seguono ma nessuno commenta… strano!
Baci a tutti
The Rox!
domenica 10 agosto 2008
il coltello e il sacco di patate
Eccomi qui, di nuovo di domenica e di nuovo a cercare di trarre le conclusioni di un’altra settimana australiana. Questa è stata molto più calma di quella precedente, che pur essendo stata più impegnativa a parole era del tutto priva di azioni. Il mio progetto primario, diventare un apple technician non è ancora decollato; mercoledi (giorno di paga), fiero di avere ancora quasi 400 soldi in banca, parto lanciato verso l’apple store dove però incontro 2 difficoltà: prima cosa il corso è acquistabile solamente on line, secondo il prezzo che io avevo letto è riferito solamente agli stati uniti, in Australia il costo è di 150 soldi in più, che al momento non ho. Triste e sconsolato rinuncio e decido (sono più che altro obbligato) ad aspettare la prossima paga, quindi mercoledi prossimo. Nel frattempo ho provato a cercare soluzioni alternative al corso apple, che in realtà non sarebbe necessario ai fini degli esami, ma le poche pubblicazioni che ho trovato a riguardo sono datate o poco credibili, quindi rimanendo fiducioso che lo potrò detrarre dalle tasse sono fermamente convinto dell’acquisto.
Ho speso qualche ora alla ricerca di voli per il futuro coinquilino, ma trovare un buon prezzo non sembra molto semplice, costano mediamente 250€ più di quello che ho pagato io, ma bisogna considerare che in aprile si andava verso l’inverno, ad ottobre si va verso l’estate; credo che questo sia il motivo principale.
Anche al lavoro le cose sono cambiate un pochino, il mio collega di Manchester è partito per il Giappone e io sono stato promosso al suo posto, questo significa più compiti e più telefonate; adesso tra i “telefonisti” sono quello che ha più mansioni di tutti e i miei colleghi mi prendono come punto di riferimento; anche piacevole peccato che spesso non abbia idea di quello che mi stanno chiedendo…
I miei allenamenti proseguono, lunedi e martedi sono ritornato di corsa fino a casa, (in realtà il punto più ripido della collina lo faccio camminando ma conta come corsa lo stesso) ho interrotto mercoledi per riprendere fiato e ho ripreso giovedi. Anche se poco alla volta, noto delle differenze; riesco a mantenere la testa alta e un passo costante per tutti i 40 minuti che mi separano da casa, (ci sto in totale un po’ meno di un’ora ma cammino fino ad Oxford st, non ho voglia di correre con le macchine intorno…), sono molto contento della cosa. Il mio quarto volume di Harry Potter nel frattempo è andato ed io stolto, non sono stato previdente e non ho cominciato prima a scaricare il quinto, quindi il ritorno del giovedi era con la musica. Venerdi, primo giorno nella nuova postazione lavorativa, mi sveglio solo; Annie ieri è uscita a cena con Alice e dato che lavora vicino a dove abita lei si è fermata li, io mi sveglio completamente bloccato, il naso chiuso, la gola che gratta e un mal di testa incredibile; una voce dall’interno del mio cervello mi spinge ad alzarmi ed ignorare il mio istinto di base (o di sopravvivenza) che mi diceva di restare a letto. La giornata è difficile, continuo a rispondere al telefono con una voce nasale o senza voce, il che non agevola molto le mie comunicazioni, in più il dolore e la stanchezza rimangono presenti per tutto il giorno. Alle 5 finito il turno il mio capo mi passa una birra che come per incanto fa sparire il mal gola, (almeno per qualche istante) dandomi così la speranza che io possa ancora salvare la serata. Tornando a casa (non di corsa, camminavo a malapena) faccio parte del tragitto con una nuova collega, che sembra uscita da un film sui college americani dove in genere c’è la figona che qualunque cosa dica è un’idiozia o un clichè; lei non è così carina ma le sue uscite sono perfettamente all’altezza. Durante la camminata ci tiene a comunicarmi dove sta andando e non sembra troppo contenta del fatto che ad un certo punto io la saluti dicendole “ok io adesso vado di la, buona serata e ci vediamo lunedi”, ma ero troppo stanco e il mio mal di testa era troppo galoppante per ascoltare ancora le interessantissime storie dei suoi fidanzati… Arrivato vicino a casa (con l’autobus) compio un ultimo sforzo e arrancando arrivo al bottle shop, 10 minuti di selezione mi portano a scegliere 3 frizzanti tra gli esteri, 2 italiani e un francese, oggi dato che ho il sentore che non uscirò, non guardo le offerte e sto sopra la media…
Passiamo la serata a casa con Gillian, tra me e lei siamo un concentrato di salute, io ho la febbre e parlo come un deficiente, lei ogni tanto comincia a tossire che sembra stia per morire (meno male che abbiamo smesso tutti e due di fumare da pochi mesi, che sia un segnale??), piano piano tra un film e qualche sketch le bottiglie se ne vanno e la serata trascorre serena. Il fattaccio accade quando Annie decide di farsi 2 uova strapazzate con un po’ di pane tostato: visto che le donne devono sempre fare almeno due cose assieme e non prestano quasi mai attenzione sufficiente (specialmente usando i coltelli); tagliando il pane, Annie decide di metterci in mezzo anche un dito e così tra la sua delicatezza e la lama precisa del coltello del pane, si massacra mezzo indice della mano sx. Rispondo alla chiamata di soccorso da bravo ex volontario sogit, la porto al lavandino e la posteggio con il dito sotto l’acqua corrente, poi vado a prendere un poi di carta igienica per tamponare, (era la cosa più vicina possibile ad una garza). Passiamo 5 minuti cambiando carta e tamponando la ferita quanto più possibile, poi quando le cose cominciano a calmarsi e il dito impazzito sembra essere finalmente sotto controllo, reduce da tutto questo stress, mi rilasso un secondo e come un sacco di patate svengo al suolo.
Il tonfo avviene in cucina, le ragazze pensano ad uno scherzo, d’altra parte non abbiamo bevuto chissà che follie e non ci sono state scene truci tipo arti mutilati da far svenire qualcuno, dopo qualche secondo realizzano che non è uno scherzo e cominciano a cercare di svegliarmi.
Ricordo esattamente la dinamica del risveglio, come se avessi fatto un riavvio forzato del sistema Rocco, la prima cosa ad essere tornata è stata l’udito, ricordo di sentire le voci del film (assolutamente non quelle di Annie e Gillian che pure erano molto più vicine), poi cominciano i primi pensieri come al risveglio, infatti la prima cosa che ho pensato è che mi fossi addormentato sul divano; poi ho cominciato a vedere ombre e lentamente a metterle a fuoco, contemporaneamente ho cominciato a sentire le voci delle ragazze che piuttosto spaventate mi chiedevano se mi ricordassi dove sono e cosa è successo (Annie ha subito pensato ai racconti del capodanno di qualche anno fa quando ho fatto uno sketch simile in montagna). Il riavvio del mio cervello non è durato più di 10 secondi, passati i quali mi sono rialzato e sentendo a pieno la botta dietro la testa mi sono ritrascinato sul divano tranquillizzando Gillian che sembrava sconvolta. La mia spiegazione del calo di pressione dovuto all’effetto congiunto di alcool e anti-influenzali (entrambi vasodilatatori e fluidificanti del sangue), che seguita da un picco nella richiesta di energia (dal divano al salvataggio del dito), ha portato il mio povero corpicione influenzato ad una insufficiente pressione sanguinea e di conseguenza ad un black out, è stata accettata da entrambe e il fatto che i miei discorsi fossero ancora noiosi era la conferma che stessi bene.
La serata è poi tornata alla normalità e si è conclusa in maniera tranquilla con il numero di malati salito al 100% degli occupanti della casa.
Sabato mattina, il sole (e il mio mal di testa) ci svegliano prestissimo, Annie mi comunica che ha appena cambiato la carta e che il dito non le sembra migliorare molto, quindi ci vestiamo e andiamo all’ospedale.
Il mio bernoccolo pulsa parecchio e rende il mio umore alquanto instabile, ma la pazienza di Annie e un po’ della mia coscienza ci portano a superare anche la fase ospedale (dove le hanno cucito 4 bei punti sul dito) ed arrivare così fino alla colazione dove le cose si sistemano.
Verso le 10.30 ci muoviamo verso Newtown dove dopo un’oretta di giro abbiamo appuntamento con Alice; ci aspetta a casa, posto che devo assolutamente vedere dopo le descrizioni che ho sentito. Il posto è infatti pazzesco, la “casa” che ha trovato grazie al figlio di un’amica di sua mamma (australiana) è ricavata da un magazzino vuoto, il posto che occuperà circa 120mq ha soffitti altissimi (almeno 10 metri), ed è completamente open space; la porta d’ingresso è una serranda seguita da un portone che si può aprire completamente, rendendo così possibile l’accesso al soggiorno in macchina. Appena entrati ci sono i bagni, divisi tra uomini e donne, con tanto di scritte sulle porte, che lasciano intendere come il posto tempo addietro fosse stato un locale; poi c’è la zona cucina, che è già all’interno dello spazio enorme che si potrebbe chiamare soggiorno o zona comune o campo da calcio, che è invaso da milioni di cose, dai divani alle biciclette, ai computer. Una rampa di scale porta al soppalco che occupa poco meno della metà della superficie disponibile, qui ci sono 4 stanze ricavate con pareti di compensato di poco più di 2 metri, quindi ancora ben lontane dal soffitto. Non considerando il macello che c’era in giro e la totale assenza di privacy (pareti di compensato) il posto è stupendo, dovessi decidere come costruire una casa la vorrei così! Grande, grande ispirazione!
Andiamo a fare una seconda colazione/pranzo assieme ad Alice che alle 14.30 deve scappare per andare al lavoro (il catering lavora principalmente nel w/e) e poi ci imbarchiamo per una delle ns solite camminate senza meta. Tra cambio delle medicazioni e starnuti siamo 2 schifezze ambulanti e per le 6 siamo costretti dalla stanchezza e ripiegare verso casa, dove non ci resta altro che piazzarci come il resto della settimana in divano…
I miei pensieri questa settimana una volta messomi il cuore in pace per il corso, altra cosa di cui mi sono sentito molto fiero, invece di fare i salti mortali cercando vie assurde di procurarmelo il prima possibile ignorando il buonsenso, sono stato capace di dire: “mercoledi” (e non è per una mancanza di interesse…); mi sono cmq preoccupato di dove metteremo Efrem, ho pensato che risistemando la sun room e magari aprendo le finestre la notte la si potrebbe anche usare, ma non ho veramente idea di come sarà a dicembre, bisognerà provare. Resta poi il fatto che l’accesso alla sun room è dipendente da camera nostra, il che significa che se Efrem torna tardi, torna con qualcuno o peggio va a lavorare all’alba, dovrebbe passare per la ns stanza da letto… Non è il massimo della comodità ma questo appartamento (e Gillian) mi piacciono parecchio e non vorrei doverli abbandonare.
Non ho ancora preso in considerazione, ne il recruitment ne la scrittura, che per ora sono in lista d’attesa giacchè ho dato priorità al corso apple, ma non riesco a smettere di sognare di comprare un nuovo obbiettivo e un pochino d’attrezzatura per fare qualche foto decente. Il mio problema è che mi sono abituato troppo bene a casa dove ho accesso a tutto quello che mi può servire e dove tutto sembra scontato, adesso mi accorgo di quando mi servirebbe un cavalletto o un flash, e soprattutto di quando costino…
Adesso (domenica) sono malato a letto, ho deciso di rimanere qui invece di andare con Annie da Nivi e Steve, credo abbia bisogno di parlare con loro senza avermi li, mi rendo conto che la mia presenza, a volte, è piuttosto ingombrante, la cosa non mi piace, ma non so proprio come cambiarla.
A volte la invidio per l’avere persone con cui parlare (da Nivi e Steve, ai suoi genitori a sua sorella) ma credo che la differenza principale non sia nelle persone che si ha attorno quanto alla persona che si ha dentro, credo che l’essere figlio unico o avere fratelli, porti ad una differenza sostanziale nella capacità di scelta. Io in genere decido e poi anche se totalmente insicuro comunico le mie decisioni e ne discuto con le persone a me care; Annie invece prende le decisioni assieme a queste persone. Non credo ci sia un meglio o un peggio sono solo due modi differenti di fare ma, dato il mio il mio carattere, io devo sempre essere invidioso del prossimo.
Adesso che mi sono accorto di aver scritto il post più lungo da quando ho cominciato questo blog, chiudo per questa settimana, e (messaggio tra le righe…) se qualcuno avesse un 80/200mm che non usa o proprio non sapesse come investire un po’ di soldi, qui c’è bisogno…
Baci a tutti, anche a quelli che non conosco ma che seguono puntualmente,
il rokorollo.
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